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[ LIBRI DI SPORT ]
di Patrizio Cacciari

Basta il titolo di questo libro, “Io sono el Diego”, per capire veramente chi fosse Diego Armando Maradona: attore e nello stesso tempo regista della vita del più grande calciatore di tutti i tempi. Il libro è curato dai giornalisti argentini Daniel Arcucci ed Ernesto Cherquis Bialo.
In queste pagine la vita di Maradona è raccontata in tutte le sue sfaccettature: dai fasti di Napoli, al fango di Buenos Aires, dalle vittorie con la maglia dell’Argentina, (“La mano de Dios”) alla cocaina, compagna inseparabile e maledetta. Maradona si lascia andare, si svela, è come se avesse bisogno di raccontare in prima persona chi è stato davvero “El Diego” e toglierne, così, il privilegio a giornali e riviste. E allora attacca tutto e tutti, dal Papa a Juan Carlos, se la prende con la faccia buona e con quella cattiva del calcio, un mondo politico sempre più lontano dal campetto di periferia da dove proviene (“Voglio diventare l’idolo dei ragazzi poveri di Napoli, perché loro sono com’ero io quando vivevo a Buenos Aires”). Spietati, poi, i commenti sui suoi colleghi. Significativa la sezione fotografica con le didascalie scritte in prima persona: quella che descrive una foto dove abbraccia Pelè recita: “So che avremmo potuto fare molte cose insieme, ma siamo troppo diversi. Il problema fu che la mia apparizione l’aveva spaventato, ebbe paura che volessi togliergli qualcosa, che la gente cominciasse a chiedersi chi era il numero uno, il più grande”. Ecco chi è “El Diego”. Un libro da non perdere.

Diego Armando Maradona – “Io sono el Diego” –
Fandango Libri (maggio 2002 ) – euro 14,00.


La più classica delle autobiografie raccontata con la formula dell’intervista grazie all’aiuto di Enrico Mattesini e Andrea Scanzi. “Una porta nel cielo” svela i retroscena della carriera di uno dei più grandi campioni di calcio italiani del dopoguerra, dai primi passi sui campetti sterrati della provincia di Vicenza, fino al rigore di Pasadena. E si parte proprio dalla fine, dalle sensazioni emerse dopo quell’errore dal dischetto, uno stupido tiro provato e riprovato in allenamento, che all’improvviso si alza, e vola via, verso le nuvole. Da queste pagine esce un Baggio per nulla diverso da quello che eravamo abituati a conoscere. Schivo, umile e generoso, Baggio ha imparato, grazie alla meditazione, a non sfogare la sua rabbia verso quelle persone che gli hanno voluto male, ma a cercare un equilibrio interiore che lo ha portato, sulla soglia dei 36 anni, ad essere ancora decisivo in campo e a dividere un Paese per la sua convocazione in Nazionale. Interessanti i racconti sui contrasti con gli allenatori dalla personalità forte come Ulivieri e Lippi, con cui Baggio non è mai riuscito a legare, “Lippi mi proibiva persino di mettere il peperoncino nell’insalata”. Commovente la parte in cui Roberto racconta del terribile infortunio al ginocchio subito quando, poco più che una promessa, militava nel Vicenza. Esaltante la cavalcata verso la fama e le vittorie. Unico l’amore che hanno provato per lui, i tifosi di tutte le squadre in cui ha giocato.
Tra una confessione e un aneddoto, il libro scorre via intervallato dai pensieri di Baggio sulla vita, in cui emerge la filosofia buddista che lo ha accompagnato in questi anni. Completa la sezione finale dove sono riportati tutti i numeri del campione.

“Una porta nel cielo – un’autobiografia”
Roberto Baggio
Limina - 2001


“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior” (F. De André), Serse Cosmi con il suo racconto sembra voler chiedere scusa del successo ottenuto. Non tutti gli allenatori di calcio nascono professori di educazione fisica, e non tutti iniziano ad allenare nel settore giovanile del Ponte San Giovanni, squadra di una piccola frazione nei pressi di Perugia. Cosmi, attraverso un linguaggio schietto, ripercorre le tappe che lo hanno portato dalle vittorie con la Pontevecchio (dalla prima categoria al CND in cinque anni) fino alle due promozioni con l’Arezzo e le due stagioni (oggi tre) sulla panchina del Perugia.
Dall’esame per prendere il patentino di allenatore, all’incontro con Gaucci, passando per i ricordi dei ritiri con la squadra e il rapporto con i bambini della scuola dove insegnava, “L’uomo del fiume” è il diario di un personaggio del nostro calcio dalle origini umili, con un padre innamorato del ciclismo e di Fausto Coppi, nato in una realtà di provincia lontana dai fasti del calcio televisivo moderno. Dagli aneddoti raccontati nel libro, traspare un valore fondamentale come l’amicizia, che nel calcio, per Cosmi, non deve mai mancare. “Non so se la mia vita sia giusta o sbagliata. E’ questa e basta. Non so se ho fatto tanto o poco, se ho fatto bene o fatto male. Ho fatto questo e basta”, restando visceralmente legato ai valori e ai luoghi dove è cresciuto, la panchina del “Bar Bruna” dove si discuteva di pallone, la pista da ballo del “Lido Tevere” dove conobbe la moglie Rosy, Cosmi è consapevole di essere un tifoso, uno sportivo, non perfettamente a suo agio in questo calcio più vicino al portafoglio che ai cuori. Difficilmente qualcuno non si rivedrà in queste pagine.

“L’uomo del fiume – la mia vita, il mio calcio”
Serse Cosmi con Enzo Bucchioni
Baldini&Castoldi – 2002 – Euro 11,40


Fuggito dalla Jugoslavia negli anni Cinquanta, Vladimir Dimitrijevic’ ottiene un permesso per entrare in Svizzera e a Losanna fonda la casa editrice “L’Age d’Homme”, che dirige da oltre trent’anni. “La vita è un pallone rotondo” (titolo originale “La vie est un ballon rond”, uscito nel 1998) è una piccola raccolta di racconti brevi, surreali, che nascono dalle riflessioni dell’autore stesso. Un manuale di filosofia calcistica dove si narra di questioni ardue: cosa accomuna calciatori come Pelè e Platini? Perché nessun altro giocatore regge il confronto con l’eroe interpretato da Diego Armando Maradona? E poi ancora, le squadre più grandi, i moduli di gioco, il circuito televisivo, lo sport più appassionante, l’azione più dirompente, insomma, per Dimitrijevic’, il calcio è una metafora attraverso cui è possibile spiegare i misteri dell’Universo e della vita stessa. Nel libro, i ricordi personali si intrecciano con la passione sportiva. Ne viene fuori un percorso narrativo ritmato e divertente. Da leggere tutto d’un fiato.

“La vita è un pallone rotondo”
Vladimir Dimitrijevic’
Traduzione di Marco Bevilacqua
Piccola Biblioteca – Adelphi – 2000 – Euro 7,23


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